Il Cavaliere Bio, un grande progetto al Salone Internazionale del Biologico e del Naturale #SANA2016

Anche questa conoscenza è nata on line, tramite Twitter, ma una volta scoperto che al SANA 2016 (Salone Internazionale del Biologico e del Naturale) ci sarebbero stati anche loro non abbiamo resistito e siamo andati subito a trovarli.

Incontriamo Massimiliano, il cofondatore, che inizia subito a farci assaggiare bontà del Cavaliere:

Il Garda DOP Olio extravergine di oliva medaglia d’argento al DIOOC, proviene dagli uliveti presenti attorno al lago di Garda,  dove prevale cultivar casaliva, varietà autoctona, associata ad altre come il leccino, il moraiolo e il pendolino.

Il nettare del Garda  Olio extravergine di oliva monovarietale (FS17).

Gli Agrumati: Nascono da un procedimento segreto che unisce i profumi degli agrumi (arancia e limone)  al Garda DOP. Questo condimento viene confezionato in una bellissima ampolla di vetro trasparente, quasi come fosse un profumo.

agrumatiMentre degustiamo, con la gola che pizzica, ci dilettiamo vedendo gli occhi di Massimiliano illuminarsi quando comincia a raccontare la storia che ha dato origine al  CAVALIERE BIO e del progetto esemplare o, per restare in tema, cavalleresco “NOBILE” realizzato. Due amici di lunga data, Massimiliano e Simone,  si rincontrano dopo 20 anni e decidono di valorizzare la propria terra accostando  il valore  dell’extravergine al recupero delle risorse umane, in primis, e territoriali.

L’idea, come dicono gli inglesi, segue una strategia WIN WIN : vincono tutti! La sua forza è riassunta anche dal logo, San Giorgio in sella al suo destriero con il mantello di San Martino.

Vediamo come:

  • Nel progetto vengono coinvolti  giovani ragazzi, provenienti da situazioni difficili, che decidono di intraprendere un percorso nel quale imparano un lavoro, imparano ad amare la terra e gli ulivi, a potare gli alberi, con un attestato riconosciuto dalla comunità europea e a fare l’olio. Poi decidono se rimanere a lavorare in franchising nei terreni del Garda o tornare nei loro luoghi di origine.
  • Diminuisce in questo modo l’impatto del costo sociale di questi giovani e vince l’intera comunità.
  • Vengono recuperati gli oliveti abbandonati, proponendo ai proprietari di lavorare la loro terra in cambio di parte dell’olio prodotto. La rendita di un terreno da abbandonato a lavorato– ribadisce Tommaso – aumenta irrimediabilmente.
  • Per finire, non dimentichiamo che viene prodotto un extravergine eccellente che, grazie alla tempestiva lavorazione delle olive (in sole 6 ore dalla raccolta diventano liquide), raggiunge un livello di acidità massima espressa in acido oleico pari a ZEROUNO.

Con il Cavaliere BIO abbiamo scoperto la nobiltà d’animo che circonda questo progetto degna proprio dei valori dei Cavalieri di un tempo e concludiamo con una frase di Massimiliano che ci è piaciuta molto e che rappresenta in pieno lo spirito del loro progetto: “L’ulivo è l’unica pianta che ti permette di sbagliare, ti dà una seconda chance”.
BRAVISSIMI!!!

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