Tracciabilità, biologico e convenzionale: parliamone con l’Agronomo Giuseppe Pellegrino

Il Dott. Giuseppe Pellegrino di fronte al suo Studio a Fulgatore - TP

Il 22 di Luglio, durante uno dei nostri Tour, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere il Dott. Giuseppe Pellegrino: Agronomo e Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Trapani.

Il nostro incontro non aveva un tema specifico e, considerato che si tratta di uno dei nostri primi incontri sul “campo”, abbiamo preferito lasciare completamente la parola al Dott. Pellegrino, in modo che lui potesse trattare liberamente gli argomenti che considera più rilevanti.

Con nostro grande piacere abbiamo subito incassato i suoi complimenti per il progetto Oiltogether. Anche Lui, come noi, è convinto che l’opera di divulgazione che stiamo compiendo sia fondamentale.

Essendo Pellegrino tutti i giorni a contatto con gli Olivicoltori, sa bene quanto sia diventato difficile remunerare il loro lavoro: l‘apertura dei mercati, le sofisticazioni, le frodi alimentari, la concorrenza sleale sono solo alcuni dei problemi che questi devono affrontare.

Quali sono allora gli strumenti disponibili a tutelare i produttori e, di conseguenza, la qualità dei loro prodotti?
La risposta del dott. Pellegrino è netta: TRACCIABILITA‘.

Che cos’è la tracciabilità?

La tracciabilità è la capacità di risalire alla storia e all’uso o alla collocazione di un prodotto o di un’attività attraverso identificazione documentale. La tracciabilità permette quindi di ricostruire il percorso di un alimento attraverso tutte le fasi della produzione.

Il regolamento Europeo (Reg. UE n. 29/2012)  pone l’attenzione sull’origine del prodotto: dal Paese di provenienza delle olive al luogo specifico di molitura e imbottigliamento.

Un livello di tutela maggiore però è fornito dai prodotti registrati con denominazione di origine. La normativa, in questi casi infatti, si fa ancora più ferrea e legata al disciplinare di produzione.

disciplinare di produzione olio extra-vergine di Oliva.

Il Dott. Pellegrino ci ha subito messo sul tavolo 3 disciplinari:

A suo parere le Denominazioni di Origine sono uno strumento fondamentale di lotta alle frodi alimentari nel mondo dell’Olio Extra Vergine di Oliva.
Un altro elemento in grado di tutelare la qualità dei prodotti è sicuramente l’agricoltura Biologica.

Come funziona l’agricoltura biologica?

Ogni Agricoltore deve avere la Partita Iva ed il Fascicolo Aziendale detenuto dai Centri di Assistenza Agricola.

Il Fascicolo Aziendale riporta in maniera dettagliata l’azienda agricola (seminativa, vigneto, oliveto o altro) diviso in particelle (una sorta di catasto dell’agricoltura), con le varietà coltivate ed altre informazioni.

logo-bio-258x300Chi sceglie di coltivare in maniera biologica deve fare una Notifica all’assessorato all’Agricoltura ed una Notifica ad uno degli Organismi di controllo riconosciuti, dove si dichiara l’avvio della Conversione da coltura Convenzionale a Biologica. Questo passaggio dura 3 anni dalla notifica per permettere al terreno di “disintossicarsi”.
Una volta superato questo periodo è possibile ricevere la Certificazione a cura dell’Organismo di Controllo (Suolo e Salute, BioAgriCert etc.) che viene riportata in etichetta.

Che differenza c’è tra Olio Biologico e Convenzionale?

Se un prodotto è Certificato sicuramente le piante che hanno generato il prodotto non hanno ricevuto trattamenti chimici (es. Concimi o Fitofarmaci). L’agricoltore deve rispettare dei disciplinari stabiliti dall’ente di certificazione sotto le disposizioni Comunitarie.

olive-fruit-flySi sostituiscono Erbicidi, Antiparassitari, Insetticidi e Concimi chimici con Lavorazioni Meccaniche, trattamenti di copertura (es. Rame e Zolfo ma con limitazioni specifiche), si ricercano gli “Antagonisti naturali”, ossia specie (vegetali, animali, batteriche) che possono trovare impiego in agricoltura come  coadiutori nella difesa delle colture.

Ci fa notare il Dott. Pellegrino che nelle regioni Meridionali, l’ulivo, beneficia un fabbisogno minore di fitofarmaci e questo grazie alle condizioni climatiche più secche e quindi avverse alla proliferazione di funghi, attacchi batterici e parassitari.

Ad oggi, gli agricoltori, sono incentivati alla conversione delle loro colture in biologico grazie anche a dei contributi pubblici pari a circa 900 € per ettaro all’anno. Considerato però che questi contributi hanno un termine (max 7 anni) la sfida è quella di raggiungere sul mercato prezzi tali da stimolare la continuazione di queste colture biologiche anche in assenza di contributi pubblici.

Quanto costa produrre Olio Biologico?

Tendenzialmente, ci dice Pellegrino, il ricorso a metodi di coltivazione biologici che prevedono, tra le altre cose, anche linee produttive dedicate (nei frantoi, ad esempio, vengono separate dalle linee Convenzionali), un sovrapprezzo minimo del 20% è più che giustificato.

Quanto dovrebbe costare l’Olio Extra Vergine di Oliva convenzionale?

In Sicilia e, nello specifico, nei territori del trapanese, a differenza di altre regioni italiane e non, le olive vengono raccolte prima del raggiungimento della maturazione totale.

Questo comporta che la raccolta deve essere effettuata staccando il frutto dall’albero con conseguente incremento dei costi di raccolta e minor resa effettiva del prodotto (litri di olio estratti per quintale di olive molite).

Rispettando questa metodologia che, allo stato attuale è la più costosa in assoluto, Pellegrino ci conferma che un Olivicoltore non può vendere il proprio Olio a meno di 8€ al litro (iva e imbottigliamento esclusi).

Pellegrino ci tiene a farci notare, che in questo preciso periodo storico, il produttore di Olio Extra Vergine di Oliva ha la necessità di Garantire la dignità del proprio lavoro. Per raggiungere questo risultato è necessario che il consumatore venga messo nelle condizioni di distinguere l’Olio Buono da quello Rancido.

Per fare un paragone, nessuno è disposto a bere un succo di frutta marcia, però questo è quello che succede quando consumiamo Olio di Oliva con prezzi che arrivano anche a 3,5 € al lt.

Non ce ne accorgiamo perché spesso questi cattivi odori vengono coperti usando apposite miscele di olii di diversa provenienza (e spesso con vere e proprie sofisticazioni alimentari) in grado di ingannare il consumatore finale.

Il consiglio del dott. Pellegrino è di scegliere prodotti con Denominazione di Origine, siano essi biologici o meno, perché lui stesso, che vede in prima persona quanto siano diffusi i controlli e gli adempimenti necessari a ricevere le D.O.C.  ci rassicura sulla bontà di questi prodotti.

 

Un grazie di cuore al Dott. Giuseppe Pellegrino per il tempo che ci ha dedicato, per il suo impegno, per il suo entusiasmo ed anche per il caffè 🙂

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