Ma l’Extravergine ha una scadenza? TMC questo sconosciuto…

Come scrive Tom Muller (Extraverginità pag. 239-240)

a differenza di molti vini, che migliorano con l’età, l’olio extravergine è un prodotto deperibile; come tutti i succhi di frutta naturali, il suo gusto e l’aroma subiscono un lento deterioramento sia dopo l’estrazione sia dopo l’imbottigliamento…per verificare la freschezza, cercate bottiglie che rechino la  data consigliata di scadenza o meglio ancora la data di raccolta/frangitura…

Parlando di scadenza dell’olio extravergine bisogna introdurre il concetto di TMCtermine minimo di conservazione. 

Meglio conosciuto con la frase “da consumarsi preferibilmente entro il , recentemente il TMC è stato eliminato con l’approvazione da parte del nostro Parlamento della legge europea 2015-2016.

Con la normativa emanata dalla Commissione Europea, che ritiene che non ci sia correlazione diretta tra la qualità dell’olio e la durata di conservazione,  decade il termine massimo di 18 mesi dall’imbottigliamento finora previsto dalla legge Salva Olio (art.7).

Da un lato la vicenda sembra andare contro la tutela dei consumatori. Con l’attuale formulazione infatti, non solo rimane invariata la possibilità di miscelare oli ottenuti durante diverse campagne olearie, ma gli imbottigliatori potranno miscelare oli diversi riportando la data di scadenza che ritengono opportuna.

Differente è invece questione per l’olio extravergine 100% italiano: la norma infatti introduce l’obbligo dell’inserimento della data della campagna olearia. Se l’olio è prodotto in Italia e in una sola annata, permette al consumatore attento di scoprire non solo quando è stato imbottigliato ma anche quando è stato prodotto.

Buon divertimento 🙂

 

 

 

 

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