Sardegna, l’extravergine e la scommessa di Maria Grazia Olmeo

L’espressione “fuga dei cervelli” dedicata ai giovani italiani con laurea e dottorato, che partono per l’estero, rimanendo fuori dal paese natale e contribuendo ad arricchire il paese che li ospita è sempre più ascoltata dai notiziari e letta nei giornali.  Noi invece raccontiamo la storia di chi invece sta invertendo il flusso decidendo di ritornare e di mettersi in gioco!

Recentemente siamo entrati in contatto, grazie alla nostra amica Rita Caragliu (agronoma sarda specializzata in olivicoltura che pubblica su Terraeolio.it), con Maria Grazia Olmeo, dell’azienda agricola Santa Maria del Cardo, che ci ha  raccontato la sua storia. Laureata a Bologna in Economia Aziendale (triennale) e poi in Direzione Aziendale (specialistica), Master in Gestione d’Impresa con indirizzo food and wine, Dottorato di ricerca in Economia e Statistica Agroalimentare, collabora con l’Università di Sassari e Vancouver, dove studia business plan per piccole-medie imprese agroalimentari.  Ad un certo punto decide di tornare alle origini ascoltando il richiamo della sua terra, la Sardegna, isola affascinante conosciuta per le sue tradizioni, la cultura del suo popolo e la bontà dei prodotti che offre, famosa anche per essere una delle 5 Blue Zone del pianeta Terra  che insieme ad Okinawa in Giappone, Loma Linda in California, Nicoya in Costa Rica, Icaria in Grecia rappresenta un’ area geografica in cui le persone vivono più a lungo della media.

Il progetto a cui si dedica è quello di portare avanti l’uliveto di famiglia assicurando continuità al lavoro dei bisnonni che nel 1920 fondarono l’azienda agricola sui terreni che circondano il monastero di Santa Maria del Cardo.

Noi il suo olio l’abbiamo assaggiato e possiamo affermare con certezza che le caratteristiche per raggiugnere il successo ci sono tutte.

Il progetto è giovane come l’età di chi lo ha creato (il galateo ci suggerisce di non svelare l’età di Maria Grazia, giovanissima).

L’extravergine rispecchia le caratteristiche tipiche delle cultivar della Sardegna: Bosana,  Tonda di Cagliari, Semidana… sentori forti si alternano ai delicati, amaro e piccante che giocano insieme lasciando spazio ai profumi che ricordano quelli tipici dell’isola come il mirto e il ginepro.

La scelta di produrre monocultivar è vincente, con i Puri che recentemente sono entrati a far parte della Guida olii d’Italia 2017 del Gambero Rosso, insieme al Mistico, il Chierico e l’Eretico, prodotti notevoli che nascono nei terreni dell’antico convento.

Bravissima!

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